SOIRÉE SATIE

100 anni di Erik Satie
con un omaggio a Paolo Poli

Maurizio Pellegrini, attore
Benedetto Boccuzzi, pianoforte

La peculiarità della figura di Erik Satie all’interno del panorama musicale europeo di inizio XX secolo lo colloca in una zona di mezzo che tutte le estetiche integra e influenza.

Oltre ad essere stato un essere umano sui generis, Satie è artisticamente tutto: mistico, cabarettista, simbolista, dadaista, surrealista, arcaico, neoclassico, umorista ed è questa sua ricchezza che da più di cento anni affascina e ispira in modo interdisciplinare i creativi di ogni dove.

Un invito a teatro senza né capo né coda, un’occasione per perdersi in un calembour come nella curiosità per un pianoforte preparato per scoprire da vicino il genio assoluto di Satie a 100 anni dalla morte avvenuta nel 1925.

Maurizio Pellegrini e Benedetto Boccuzzi giocano con i suoni e le parole irridendo significati e principi armonici tra bombette, papillon, scimmie meccaniche e assurde routine.

Dimenticate le vostre certezze perché, come scrive il compositore statunitense John Cage, “chi è interessato a Satie, deve accettare il fatto che un suono è un suono e un uomo è un uomo, abbandonare le illusioni riguardanti l’ordine, l’espressione dei sentimenti e tutto il resto della nostra balbettante eredità”.

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